Lo scorso inverno ho percorso la traversata delle Dolomiti da San Martino di Castrozza alle Tre Cime di Lavaredo in numerosi varianti e condizioni di neve. Ciò mi ha permesso di arrivare ad una proposta definitiva per chi vuole percorrerla senza faticare troppo in salita, sfruttando gli impianti di risalita e qualche altro “aiuto esterno”. Le salite con le pelli di foca non superano i 500 metri di dislivello, sono quindi effettuabili anche con una attrezzatura da freeride. E’ un tour adatto ai principianti delle salite, che non sono mai tecniche, quindi non spaventatevi se non avete mai fatto prima un dietrofont con gli sci, c’è tutto il tempo per imparare l’ABC. I comodi rifugi che si trovano lungo l’itinerario rendono l’esperienza ancora più unica e deliziosa. Ma entriamo nei dettagli del percorso.

Primo giorno – traversata delle Pale di San Martino

“Chi ben comincia è a metà dell’opera” recita un famoso detto, e allora non c’è di meglio che iniziare la traversata all’Hotel Regina di San Martino di Castrozza, e farsi coccolare da Carla Scalet e il suo staff. Il mattino seguente, si lascia l’hotel con gli sci in spalla, gli impianti del Col Verde sono dietro l’angolo e in pochi minuti portano in cima al Rosetta. E’ impressionante poter ammirare da lassù gran parte delle Dolomiti, la vista arriva fino alle lontane Tre Cime di Lavaredo, la destinazione della nostro viaggio sci ai piedi.
La traversata dell’Altopiano delle Pale costa poca fatica con le pelli di foca, il dislivello che si copre in salita è minimo (200 metri), ma la discesa a Gares passando per il Sasso Negro è tra le più entusiasmanti in Dolomiti. E’ questo il lato selvaggio delle Pale, la discesa a nord è di gran soddisfazione e presenta spesso neve polverosa. Percorso con attenzione un sentiero estivo nella parte finale, si raggiunge la Capanna Comelle giusto all’ora di pranzo sotto l’occhio incuriosito dei turisti che arrivano qui per godersi un pò di tranquillità.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, primo giorno. Pale di San Martino.

Dopo pranzo si monta in taxi fino agli impianti di Molino, a Falcade, per raggiungere il Passo San Pellegrino con una manciata di piste  e infine il Rifugio Fuciade, chi con un simpatico fuoripista (ottimo firn al pomeriggio!) oppure insieme al Loris dentro a un vero “Panzer” . Qui a Fuciade siamo al top dell’accoglienza dolomitica (e non solo), definire la casa di Manuela un rifugio è una bugia. Le camere rinnovate da poco sono iper lussuose, con vasca Jacuzzi o sauna privata. Una cucina all’altezza delle stelle Michelin è seguita con attenzione e cura da Martino, figlio di Manuela, per i consigli sui vini da abbinare alla cena ci pensa Andrea. Che altro aggiungere…spero sempre di trovare posto in questo gioiello, ma bisogna affrettarsi perché le camere sono poche e vanno a ruba.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, secondo giorno. Da Fuciade alla Marmolada.

Traversata delle Dolomiti con gli sci. Il Rifugio Fuciade.

Secondo giorno – da Fuciade al rifugio Pian dei Fiacconi in Marmolada.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, secondo giorno. Da Fuciade alla Marmolada.

Dopo la colazione gloriosa del Fuciade, è tempo di rimettersi in marcia e cominciare a bruciare un po’ di calorie. La traversata della Forca Rossa del San Pellegrino è un itinerario classico che da accesso ad una discesa di oltre 1000 metri di dislivello, esposta a nord, al prezzo di una breve e panoramica salita di 400 metri di dislivello. I dietrofront per raggiungere la forcella si contano a malapena sulle dita di una mano, la discesa verso Malga Ciapela spesso regala belle curve. Quest’inverno l’ho fatta in tutte le condizioni, la mulattiera finale consente una sciata continua e in sicurezza anche nelle annate più magre come questa.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, secondo giorno. Forca Rossa del San Pellegrino con polvere invernale a metà marzo.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, secondo giorno. Forca Rossa del San Pellegrino in neve primaverile.

Normalmente si raggiunge la stazione della funivia per la Marmolada all’ora di pranzo, e qui ci concediamo una pausa culinaria ( Baita Dovich è una garanzia di tranquillità e qualità), di solito c’è anche tutto il tempo per visitare il bellissimo museo della Grande Guerra alla stazione della funivia di Serauta. Raggiunta Punta Rocca con l’ultimo tronco, è ora di chiudere gli scarponi per l’ultima volta e godersi una bellissima discesa lungo il ghiacciaio della Marmolada prima di planare giù al Pian dei Fiacconi, nostro rifugio per la notte. Qui parliamo di un vero Rifugio, la differenza rispetto a Fuciade è enorme, ma amo questo “scomfort” dopo le coccole di lusso della sera precedente (lo dico sempre anche in inglese agli stranieri, “from the stars to the farms”) , anche per tornare coi piedi per terra. E poi Guido, Sirio, Stefano e Claudio sono simpaticissimi, mi sembra di essere a casa tra quelle mura a 2626 metri. La cucina è semplice ma di ottima qualità, è tutto fatto in casa. Le camerate sono pulite, l’odore di kerosene che esce dalle stufe mobili può anche dar fastidio all’inizio ma il tepore sotto le coperte non fa schifo a nessuno, anzi. Di acqua corrente ce n’è sempre pochissima per darsi una rinfrescata, ma per una notte si vive una esperienza stile “Nepal”, sicuramente indimenticabile. E spesso non ci sono altri ospiti in casa. A me piace!

Traversata delle Dolomiti con gli sci, secondo giorno. In cima alla Marmolada

Traversata delle Dolomiti con gli sci, secondo giorno. Il Canyon della Marmolada.

Terzo giorno – In Val Mesdì, la traversata del Gruppo del Sella.

Ci sono molti modi per iniziare il terzo giorno, dipende tutto dalle condizioni della neve. Si può scendere il Canyon e la stretta ed esposta stradina militare fino a Villetta Maria, seguire le piste oppure prendere un taxi dal Fedaia fino agli impianti di Alba. Quest’inverno le ho sperimentate tutte, a seconda delle necessità del mio gruppo (e della logistica). In ogni caso, bisogna raggiungere il Passo Pordoi, l’highlight della giornata è la discesa della Val Mesdì, il fuoripista più famoso delle Dolomiti. Anche oggi ci serviamo degli impianti di risalita per coprire la maggior parte del dislivello, normalmente si cammina non più di un’ora per raggiungere l’imbocco della Val Mesdì dal Sas Pordoi. In discesa, superato il primo tratto stretto e ripido, si passa più tempo col naso all’insù per ammirare il panorama roccioso circostante, i più fortunati riescono anche a trovare neve polverosa scendendo la Val Mesdì dopo una nevicata.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, terzo giorno. Gruppo del Sella, Val Mesdì.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, terzo giorno. Val Mesdì.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, terzo giorno. La Val Mesdì.

Per chi avesse già percorso la Val Mesdì, è possibile fare altre discese più impegnative, come la Val Setus, o la Val Ciadin e Culea, in questi casi la traversata è più lunga e laboriosa, bisogna essere ben organizzati con le tempistiche. L’ultima funivia per il Lagazuoi, nostro rifugio per la notte, è normalmente alle 16.40 e da Colfosco ci sono ancora un pò di piste e seggiovie da prendere, oltre al taxi tra Armentarola e passo Falzarego.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, terzo giorno. E’ ora di aperitivo al Lagazuoi.

Al Lagazuoi si torna alla tipica accoglienza dolomitica, la sauna sulla prua rocciosa fuori dal rifugio, di fama mondiale grazie alle fotografie scattate dagli ospiti, non c’è più dall’ottobre scorso. Colpa di quel vento fortissimo che l’ha buttata di sotto, ma è stata ripristinata a fine stagione invernale, e posizionata su un angolo della terrazza. Dopo l’aperitivo che vedete qui sopra, Mikael e Jonas sono stati i primi assoluti ad inaugurarla.

Quarto giorno – Dal Lagazuoi al Rifugio Sennes. 

Traversata delle Dolomiti con gli sci, quarto giorno. Dal Rifugio Lagazuoi a Fanes.

Col quarto giorno si entra nella parte puramente sci alpinistica della traversata delle Dolomiti. La salita della forcella del Lago, incastonata tra la Torre del Lago e Cima Scotoni, è uno dei tratti più belli e fotografati della Alta Via numero 1 ed è proprio l’obiettivo della mattina. Spesso è necessario portare gli sci in zaino, con i ramponi ai piedi. La salita della forcella del Lago (poco meno di 400 metri di dislivello) è l’occasione perfetta per chi non ha mai calzato i ramponi, che servono più che altro per salire in sicurezza il ripido pendio di neve che presenta sempre neve molto dura (o ghiacciata) al mattino.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, quarto giorno. Dal Rifugio Lagazuoi a Fanes.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, quarto giorno. Dal Rifugio Lagazuoi a Fanes.

La discesa verso Gran Fanes, non molto lunga, è comunque interessante per il panorama diverso dai giorni precedenti. Raggiunto il caratteristico ponticello di legno al fondovalle, si prosegue con le pelli su terreno pianeggiante fino alla Malga Fanes Grande, poi in leggera salita fino al passo di Limo. Qui è tempo di togliere le pelli e prepararsi in assetto di discesa per pochi minuti, il rifugio Fanes è qualche tornate più sotto, e ci si ferma qui per un meritato pranzo.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, quarto giorno. Dal Rifugio Lagazuoi a Fanes.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, quarto giorno. Dal Rifugio Lagazuoi a Fanes.

Dopo pranzo basterà seguire in discesa la strada battuta per Pederù, dove Arthur ci darà un passaggio con il gatto fino al Rifugio Sennes per la notte. Doccia calda, camere private o dormitorio, ottima cucina ( l’omelette dell’alpinista è un must!) anche per questa notte.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, quarto giorno. Al Rifugio Sennes.

Per i più allenati ed esperti è possibile salire in cima al Piz Lavarella e traversare in Val Parom, organizzando una colazione al Lagazuoi all’alba. In questo modo si aggiungono quasi 900 metri di salita (e 3 ore a buon passo),  che diventa esposta nella parte finale, ma di gran soddisfazione. A marzo, in una stupenda e calda giornata primaverile, son salito insieme a Mikael in cima alle 2 e mezza del pomeriggio, in completa solitudine, e scesi al rifugio Lavarella con neve polverosa. Non abbiamo dovuto fare gran corse, visto che la nostra tappa terminava pochi metri oltre, al Rifugio Fanes.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, quarto giorno. Dal Rifugio Lagazuoi a Fanes.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, quarto giorno. Dal Rifugio Lagazuoi a Fanes.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, quarto giorno. Dal Rifugio Lagazuoi a Fanes.

Traversata delle Dolomiti con gli sci, quarto giorno. Dal Rifugio Lagazuoi a Fanes.

A volte mi fermo per la notte a Fanes per salire il giorno dopo la Forcella Ciamin, sono 900 metri con poco sviluppo ma faticosi per i meno esperti. A seconda delle condizioni, possono essere necessari molti dietrofront, anche su terreno ripido, e spesso gli sci vanno portati in spalla nell’ultimo tratto per raggiungere la Croda Ciamin. Due volte abbiamo optato per questa traversata, che ha ripagato le nostre fatiche in salita con ottima neve polverosa e vergine in discesa. Preferisco tenerla come opzione per gruppi allenati, perché stona con le difficoltà e la fatica in salita che si affrontano lungo tutta la traversata.

Traversata delle Dolomiti con gli sci. Da Fanes a Sennes per la Croda Ciamin.

Traversata delle Dolomiti con gli sci. Da Fanes a Sennes per la Croda Ciamin.

Traversata delle Dolomiti con gli sci. Da Fanes a Sennes per la Croda Ciamin.

Quinto giorno – Dal rifugio Sennes al Lago di Braies.

Il quinto giorno è uno dei miei preferiti, anche qui con una salita di 500 metri di dislivello massimo si può accedere a delle discese di gran soddisfazione, molto spesso con neve polverosa anche dopo diversi giorni dall’ultima nevicata. Traversare infine il lago ghiacciato di Braies sci ai piedi è qualcosa di speciale, prima del meritato pranzo all’Hotel Lago di Braies, che io chiamo l’ “Overlook Hotel”. Nel primo pomeriggio, con taxi o mezzi pubblici, ci si sposta allo Chalet Lago Antorno per l’ultima notte del tour, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo.

Traversata delle Dolomiti con gli sci. Quinto giorno, da Sennes a Braies.

Traversata delle Dolomiti con gli sci. Quinto giorno, da Sennes a Braies.

Traversata delle Dolomiti con gli sci. Quinto giorno, da Sennes a Braies.

Traversata delle Dolomiti con gli sci. Quinto giorno, da Sennes a Braies.

Sesto giorno – Traversata delle Tre Cime di Lavaredo.

Siamo arrivati al Gran Finale, le Tre Cime di Lavaredo, simbolo delle Dolomiti e conosciute in tutto il mondo. Anche oggi il dislivello è limitato, grazie alle motoslitte che si prendono fuori dallo Chalet fino al Rifugio Auronzo. A seconda delle condizioni e capacità del gruppo, si può facilmente traversare verso Forcella Lavaredo oppure salire sci in spalla il ripido canale che separa la Cima Ovest dalla Grande (una delle possibilità). La discesa a nord, indipendentemente dalle condizioni di neve, entusiasma anche chi è a digiuno di arrampicata. Le famose pareti nord delle Tre Cime sono a pochi passi, si possono quasi toccare ed impressionano per la loro verticalità.

Traversata delle Dolomiti con gli sci. Sesto giorno, Tre Cime di Lavaredo, Dal Lago Antorno alla Val Fiscalina.

Traversata delle Dolomiti con gli sci. Sesto giorno, Tre Cime di Lavaredo, Dal Lago Antorno alla Val Fiscalina.

Traversata delle Dolomiti con gli sci. Sesto giorno, Tre Cime di Lavaredo, Dal Lago Antorno alla Val Fiscalina.

Per raggiungere il Rifugio Locatelli si devono rimettere le pelli per meno di un’ora, da lì è tutta discesa per la valle di Sassovecchio, che mi ricorda un pò la Val Mesdì. Qui si scia sotto le Crode Fiscaline e l’imponente parete nord della Cima Una, il Rifugio Fondovalle è sosta obbligatoria per l’ultimo pranzo e una birra fresca.  Il vero traguardo all’ Hotel Dolomiti in Val Fiscalina dista dieci minuti di passo pattinato lungo la pista da fondo.

Vi lascio al centinaio e più di foto che raccontano questa traversata delle Dolomiti sci ai piedi, che non smetterà mai di entusiasmare anche la guida. Contattemi per organizzare insieme la vostra traversata delle Dolomiti.