Il Monte Cristallo dal Col da Varda.

Quando la stagione estiva volge al termine è tempo di godersi le giornate settembrine in montagna lungo delle vere e proprie “passeggiate di croda”. Intorno a Cortina d’Ampezzo svettano molte delle grandi cime delle Dolomiti che superano i 3000 metri. Il Monte Cristallo con i suoi 3221 metri di altezza è una delle cime più belle della conca Ampezzana e di tutte le Dolomiti, una delle mete più ambite già dalla fine dell’ 800 per tutti gli alpinisti che, arrivando a Dobbiaco in treno e scendendo in carrozza la valle di Landro fino a Carbonin, restavano impressionati da questa montagna segnata da molti canali nevosi che terminavano in un grande ghiacciaio fin giù in Val Fonda. Era quindi il versante Nord il punto di partenza di tutte le scalate alla vetta, anche per le guide ampezzane che preferivano accompagnare i clienti da Carbonin per la varietà del terreno della salita.

La prima salita del Monte Cristallo porta ancora il nome di Paul Grohmann, che in un primo tentativo con Georg Ploner (il proprietario dell’hotel di Carbonin che dava alloggio a tutti gli alpinisti, incluso Michel Innerkofler, la famosa Guida di Sesto che l’aveva scelto come base) e accompagnati dalle guide ampezzane Angelo Dimai e Santo Siorpaes dovetter0 fermarsi ben sotto la cima per un piccolo incidente accorso all’albergatore. Grohmann ritenterà sempre con Dimai e Siorpaes poco dopo, e insieme calcarono la cima per quella che oggi rappresenta la via normale di salita (14 settembre 1865).

Durante la salita.

Oggi il punto di partenza è il Passo Tre Croci, raggiungibile comodamente in auto (ai tempi di Grohmann, che si partisse da Carbonin o da Cortina non c’era grossa differenza, si andava a piedi comunque, e nel suo libro parla di tempi di avvicinamento al passo del Cristallo più o meno simili – 3 ore in totale, che significa un gran bel ritmo) e saliti per un bel sentiero fino al Col da Varda si entra nell’enorme ghiaione che separa il Piz Popena dalla cima del Cristallo. Il percorso è ben segnalato da ometti e segnavia sbiaditi, nell’ultima parte si fa piuttosto faticoso per la franosità del terreno, fino a pochi metri dal Passo del Cristallo dove inizia la salita vera e propria.

La via normale che sale in vetta al Monte Cristallo segue con grande intuito un sistema di cenge e canalini lungo la parete sud est, con un percorso abbastanza complesso ma ben segnalato da ometti e diversi bolli rossi. Le sezioni di arrampicata (II grado, qualche descrizione parla di III, ma solo se si va a cercarselo a mio avviso) sono molto divertenti su roccia ottima e nell’ultima parte molto aeree.
Nel complesso si tratta di un itinerario di grande soddisfazione ma di impegno alpinistico, che deve essere affrontato con preparazione e allenamento (almeno 9 ore totali ad un passo normale per salire e scendere dalla montagna). 40 metri di corda, qualche moschettone libero e cordini sono più che sufficienti per una progressione in cordata in sicurezza. Molti salgono senza l’uso della corda viste le modeste difficoltà, ma il terreno può risultare spesso insidioso per la presenza di detrito e l’arrampicata in discesa, quando molto esposta, non è per tutti se si procede slegati.

Lo splendido panorama sulla Conca Ampezzana.

Oggi salire in cima al Monte Cristallo permette per godere di quell’antico senso di isolamento e tranquillità che raramente si può vivere in montagna, lungo una salita non più di moda (le vie ferrate come sappiamo sono sempre più scontate e intasate di gente) ma non per questo priva di fascino e di scoperta. Una Grande cima delle Dolomiti consigliabile anche a semplici escursionisti (ma tosti) con ottimo allenamento, purché accompagnati da una guida alpina.