Tra le molte cime famose e frequentate dagli arrampicatori intorno a Cortina d’Ampezzo, un piccolo gioiello di ottimo calcare si nasconde appena sopra il limite del bosco in Val di Fanes. E’ la parete degli Spalti di Col Becchei, scoperta dai climbers locali e Scoiattoli agli inizi degli anni Ottanta. La parete è alta solamente 200 metri, ma non deve trarre in inganno perché in poche lunghezze di corda si concentra un’arrampicata molto tecnica lungo placche compatte e fessure ripide. La maggior parte delle vie sono state aperte a cavallo di due-tre anni, la parete era molto frequentata, non c’era ancora il Parco Naturale e si saliva in qualche modo con la moto fino al sentierino che porta sotto la parete.

Arrampicare agli Spalti di Col Becchei. Via Los Angeles. Il tracciato di salita in rosso, in verde la via di discesa. Tra i mughi sotto il Taé è visibile il sentiero del “Wiener Weg”.

Dall’inizio degli anni Novanta la strada forestale sale a Fanes Grande è chiusa al traffico, ciò ha sicuramente contribuito a rallentare molto la frequentazione della parete. Sono necessarie quasi due ore a piedi per raggiungere gli Spalti di Col Becchei, è presente un servizio navetta con jeep dall’ingresso del Parco fino alla base dei Pian dei Straèrte, dove si abbandona la forestale e si sale sotto la parete in una mezz’ora abbondante per raggiungere gli attacchi. Altri hanno utilizzato una MTB per l’avvicinamento, ma nel complesso è sempre rimasta una zona per pochi intimi, vuoi per la lontananza dalla civiltà e anche per una arrampicata “old style”, dove bisogna sapersi proteggere lungo le fessure e allontanarsi parecchio dai pochi chiodi presenti sulle placche. 

Etienne Bernard sul diedro del secondo tiro. Spalti di Col Becchei, Via Los Angeles.

Etienne Bernard sul diedro del secondo tiro. Spalti di Col Becchei, Via Los Angeles.

Nel 2008, durante il corso Guide, col mio gruppetto insieme al grande Marco Da Pozzo avevamo scalato sulla parete di fianco, il Taé, lungo la bella via dedicata a Giancarlo Milan, ed è stata l’unica mia visita verticale in zona fino a questo novembre. Negli ultimi anni la parete degli Spalti ha ricevuto visite da altri Corsi Guide, che hanno sistemato i punti di sosta e qualche protezione lungo i tiri delle classiche Oasi e Super Ponzio. Anche Thriller (7a max), una via splendida e impegnativa a detta dei ripetitori, è stata interamente richiodata a spit negli anni scorsi, rispettando le distanze delle protezioni.

La via forse direi unica e più particolare dell’intera parete degli Spalti è stata aperta da Mario Dibona Moro e Paolo Bellodis nel 1984. La linea segue l’evidente fessura diagonale a metà parete, salendo dopo i primi 30 metri di corda quel diedro perfetto su roccia gialla-grigio asfalto immortalato sulla copertina di una vecchia guida di arrampicata di Cortina e dintorni (Michele da Pozzo, Ed. Alpina). 

Los Angeles è il nome di questo stupendo itinerario di 8 tiri che presenta difficoltà continue sul VI e VI+ con dei brevi tratti più impegnativi. La roccia è nel complesso ottima, qualche tratto richiede un pò di attenzione (in particolare sul sesto tiro per delle loppe d’erba che intasano le fessure). Lo schizzo della via è presente nella guida di Bernardi “Arrampicate intorno a Cortina d’Ampezzo”, le difficoltà lungo i tiri sono continue e sulla carta potrebbero risultare strette a chi si accinge a riperterla, anche per la tecnica di arrampicata in fessura e Dulfer che in Dolomiti non è poi così popolare. Inoltre è richiesta un’ottima padronanza nell’uso dei friends (consigliabile una serie completa fino al 4 Camalot, se si raddoppiano le misure medie si è più tranquilli) per proteggersi lungo i tiri. Reputo il secondo tiro la lunghezza chiave della via, sarà perché non sei ancora “in campana”…richiede comunque una buona dose di decisione e impegno in più di qualche tratto.

Arrampicare agli Spalti di Col Becchei. Via Los Angeles. Settimo tiro. Ph. Etienne Bernard.

L’ attrezzatura presente su Los Angeles è sufficiente dove serve, ma risente un pò degli anni e prima di di affidarsi a qualche vecchio chiodo, sarebbe meglio testarli (uno sul diedro si è sfilava con le mani). I punti di sosta sono attrezzati con chiodi e spesso con uno spit ( di quelli originali piantati a mano) ma si possono generalmente rinforzare con un friend. 

Prima di attaccare Los Angeles è bene verificare che il diedro della seconda lunghezza non sia bagnato, in alternativa si può attaccare la via Thriller che parte più sulla sinistra e riallacciarsi poi a Los Angeles alla sosta del quinto tiro, in comune tra le due vie. 

Il tetto d’uscita dell’ultimo tiro è entusiasmante e ben chiodato, ma non proprio una passeggiata. Servono un paio di bloccaggi decisi per passare in libera. Per la discesa si sale una trentina di metri con attenzione una traccia sull’erba ripida per raggiungere la cengia erbosa sommitale che scende obliqua verso ovest (la prima parte è molto esposta, attenzione), la si segue per 500 metri fino ad individuare un caratteristico pino ritorto sul bordo della parete (ometto), dove è attrezzata la prima di 3 calate per raggiungere la base della parete. Le prime due calate in doppia di 30 metri sono verticali e in linea, per la terza conviene spostarsi di 10 metri verso Est fino ad un pino attrezzato con cordini e moschettone dove con 60 metri si raggiunge la base della parete.

Arrampicare agli Spalti di Col Becchei. Via Los Angeles. Sulla cengia erbosa di uscita.

Oggi con il boom delle e-bikes la parete potrebbe trovare nuova vita e frequentazione, a metà novembre in soli 20 minuti eravamo già oltre il ponticello del Ru Fanes e con un’altra mezz’ora all’attacco della via. Le giornate autunnali sono ideali per le pareti assolate degli Spalti. Le calde giornate estive ti farebbero esplodere i piedi dentro alle scarpette strette. Un’ultima nota: evitate giornate umide o dopo piogge, andare agli attacchi e in discesa non sono passeggiate da fare con le mani in tasca. Ci si muove su terreni da camosci, cengette molto esposte ed erba ripida. Vietato scivolare!