
Arco d'Oro - Inizia il tratto duro
Una giornata di nebbia a Lumignano mi ha regalato la libera di questo tiro storico, salito rotpunkt negli Anni 80 da Martin Scheel.
Partenza su monoditi, poi un ottimo riposo e via di corsa lungo quell’arco magico.Quattro movimenti veloci e duri fino al bloccaggio finale, eterno come sempre. Incastro di sinistro, perdi i piedi, manetta finale…è fatta. E’ stata una mia piccola grande vittoria.
Qualche foto di ieri di Lorenzo T. Alla prossima!

Il blocco finale

Sequenze finali

Sequenze finali

Fatta!
La neve è già scesa abbondante in Dolomiti e dintorni..con l’arrampicata siamo ormai agli sgoccioli. Le ultime settimane per chiudere i conti con qualche tiro in falesia e poi sarà davvero ora di mettere gli sci. C’è chi ha già fatto le prime gite con le pelli, chi è andato in pista in Tonale, Senales, e le chiacchere in palestra di chi scia oltre ad arrampicare sono tutte sulla neve: che condizioni ci sono?Hai già fatto qualche uscita? Poi qualcuno parla di ArVa, che deve comprarne uno nuovo, quello super tecnologico, che ogni tanto ha fatto delle prove con quello vecchio per vedere come funziona, ma fortunatamente esce sempre con un solo compagno perché….perché nel ricercare un secondo ArVa non saprebbe nemmeno da dove partire.
Qualche domanda valida per tutti: facciamo delle prove con i nostri strumenti ad inizio stagione?Quanti ArVa sepolti riusciamo a trovare e in quanto tempo?Conosciamo il nostro apparecchio ArVa? Se non sappiamo rispondere chiaramente a domande del genere..meglio passare qualche ora in qualche campetto prima di buttarci fuoripista, con gli amici o con un professionista se non sapete da dove partire. Perché comprare il miglior ArVa in circolazione non ci renderà né invicibili (e mai lo saremo) né immediati se noi (o i nostri compagni di avventura) non lo sappiamo usare. Se abbiamo poi una pala di plastica, meglio lasciarla a casa e portarla al mare quando andiamo a giocare con la sabbia :-)
Se avete qualche idea o parere commentate!
Buone prime sciate! Io continuo ad arrampicare…ancora un pochino ;-)

Una prova ArVa con 3 apparecchi sepolti, max 15 minuti.

Un piccolo controllo ArVa al mio gruppo nell'avvicinamento alla Val Mesdì. 2 minuti dopo mi sfilano 10 persone, NESSUNO indossava l'ArVa.

Arrampicare in Verdon
Un fine settimana “lungo” in Verdon significa tre giorni di arrampicata sulle placche più belle del mondo. Otto ore di macchina per attraversare tutto il nord Italia ti catapultano a La Palud, un paesino provenzale dove il tempo sembra essersi fermato. Quando ritorni tutto è uguale all’ultima volta: le case, le persone, il canyon, l’atmosfera sempre così magica, un’esplosione di colori autunnali, il rosso, il giallo che contrastano con il calcare grigio.
Due amici, una decina di rinvii, una corda intera, una statica da 100 metri e il gioco è fatto: calate lunghissime lungo i tiri più belli, qualcuno ormai un pò troppo lucido ma sempre entusiasmanti. Reve de Fer, Alert au Gaz, Rideaux de Gwendal, Debiloff, Demon..quando è il tuo turno pensi solo a scalare e a divertirti in questo mare di placche. Poi ti riposi, assicuri l’altro per il suo “viaggio”, e ti guardi intorno: i grifoni volano liberi lungo il canyon, i coloratissimi boschi giù in fondo..le ore volano nel luogo che più si avvicina al paradiso terrestre.
Arrivederci all’anno prossimo :-)
Guarda le foto anche su Flickr.

Nebbia mattutina a La Palud - Verdon

Il canyon del Verdon

Andrea pronto per Durandal - Verdon

Colori autunnali - Verdon

Andrea su Debiloff 6c+

Lele al settore Debiloff

Lele al Belvedere della Carrelle

Andrea su Starter 6b+ alla Carrelle

Andrea sugli ultimi tiri di Les Rideaux de Gwendal

Andrea al Settore Dingomaniaque

Verdon
Aria di cambiamenti e novità sul blog! Come avrete ben notato, il layout è rinnovato, ed evidentemente tanti piccoli problemi sono comparsi. Pagine che non si aprono, foto che non si possono clickare….risolveremo tutto quanto prima :)
Qualche particolare molto interessante.
Twitter è un social network dove poter scambiare i propri pensieri, idee, attività e quant’altro ti salti in mente in 160 caratteri. Potrete seguire gli aggiornamenti della mia attività sui Twitterings, vedere in anteprima qualche immagine e leggere novità o articoli interessanti che linko….in poche parole, Seguitemi su Twitter :)
Per quanto riguarda le relazioni sulle vie di arrampicata, potrete scaricare gli schizzi direttamente in formato PDF, sarà molto più facile stamparle.
Vado a preparare la borsa..mi aspetta una tre giorni in Verdon. Tantissime immagini e un report su questa valle incantata a breve.
Ciao!

Verso l'attacco della ferrata Piazzetta
La stagione autunnale è sempre accompagnata da un chiodo fisso: arrampicare. Passiamo le giornate in falesia, un giorno a Lumignano, poi Arco, nella frenesia di chiudere i conti con quelle linee difficili prima di dicembre…perché poi sarà troppo tardi, gli sci e la neve sono lì pronti ad ad aspettarmi.
Le giornate sono magnifiche, in pianura quanto in montagna, dove i colori autunnali e la neve in alto fanno ormai da padroni. Un pomeriggio chiami un amico per organizzare la giornata di domani, ed è impegnato..chiami un altro, poi un altro ancora, passi a tappeto tutta la rubrica del cellulare per trovare qualcuno libero, ma niente da fare…e ora che si fa?
Suona come una giornata buttata senza scalare.Esci di casa, ti guardi intorno e ti godi l’ennesimo magnifico tramonto sul Pelmo e sul Sella..e ti rendi conto che stai perdendo i momenti migliori per una passeggiata tra i monti.

Ripida e difficile - Via ferrata Piazzetta

Panorama verso ovest - Via ferrata Piazzetta

Sul ponte sospeso - Via ferrata Piazzetta
L’indomani è stupendo, monto in macchina, salgo lungo lungo i tornanti del Pordoi fino all’Ossario, per poi incamminarmi lungo il sentiero che porta all’attacco della ferrata Piazzetta al Piz Boé. La neve scesa nei giorni scorsi si è ormai sciolta nei versanti a sud, le pareti sono asciutte. Si intuisce subito il carattere di questa salita: ripidissima fin dall’inizio, il cavo metallico è ben tensionato, e non lascia tregua nei primi 50 metri. Finalmente si tira un pò il fiato, lungo una cengetta esposta fino ad un caratteristico ponte sospeso. La via prosegue con brevi salti verticali impegnativi alternati a cenge esposte, e un salto di roccia molto verticale è evitabile passando a sinistra su delle cengette (tratto non attrezzato, con bolli arancioni). Sotto la piramide finale del Piz Boé c’è un pò di neve, che non crea problemi alla salita.
Arrivato in cima una coppia di corvi, non ancora “emigrati” verso le quote più basse, sono pronti a elemosinare qualche briciola.

Verso Pelmo e Civetta

In cima al Piz Boé (3152m)

Neve sopra i 2500m - Sella Dolomiti
La discesa regala contrasti incredibili, il bianco della neve a volte fino al ginocchio e i prati verde-gialli sopra il passo Pordoi..un lunedì d’autunno magnifico in Dolomiti.

Il sentiero verso Forcella Pordoi - Sella Dolomiti
Mancava solo un tiro per concludere Icterus..approfittando di una giornata di bel tempo ieri con Renato siamo saliti sulla torre del Sella per finire la richiodatura di questa bellissima via di Hans Peter Eisendle e Gerhard Konig.
Icterus (nel linguaggio della medicina è una forma di epatite, tradotto in tedesco “voglia di giallo”, Gelbsucht) è stata aperta dai due altoatesini nell’ 83 esclusivamente a chiodi normali. Hans Peter mi ha raccontato che all’epoca provò a salire da capocordata anche il primo tiro esclusivamente a chiodi normali e dadi, ma dopo una decina di metri ha preferito scendere perché diventava troppo rischioso. Fu Aldo Leviti a chiodare la prima volta a spit questa lunghezza dall’alto. La via al terzo tiro presentava una traversata di corda per evitare un tratto di roccia compatta e inchiodabile, molto difficile, superato successivamente dallo stesso Eisendle in libera e valutato 6b, molto precario. Arrivati a quei 2 chiodi con cordini e moschettone, abbiamo evitato il pendolo con una traversata ascendente verso sinistra e ricongiungendoci poi all’originale dove la via tornava verticale. Per chi volesse ripetere integralmente la via originale con la traversata a corda, i chiodi originali sono ancora in loco.
Il primo tiro di 6c+ è stupendo ma a freddo è un pò “fastidioso”.. è possibile evitarlo salendo i primi tiri della Var. De Francesch, Tissi o Rossi. Gli spit non sono sempre vicini, e conviene portarsi una coppia di friends per proteggere qualche passaggio.
Ringraziamo anche questa volta il Val di Fassa Climbing per aver fornito spit e tasselli.
Buona ripetizione






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