Le “mie” Dolomiti – Viaggio fotografico fra le montagne piu’ belle del mondo

October 28, 2010  |  News  |  No Comments

Un pò in ritardo sulla tabella di marcia, anche se su Facebook è già stato ampiamente pubblicizzato…Giovedì prossimo 4 novembre alle 20.45 nella Sala Multifunzionale di Fara Vicentino presenterò uno slideshow sulle Dolomiti, sia estive che invernali.. un viaggio fotografico fra le montagne più belle del mondo. Sarà un occasione per condividere la nostra passione per le montagne, per conoscerci e certamente per una buona birra in compagnia a fine serata.

Qualcuno si metterà a ridere, ma ho conosciuto Corrado del GAM di Zugliano su Facebook. Anzi, per la precisione, lui mi ha beccato lì, e tra una chiacchiera e l’altra mi ha offerto l’opportunità di fare questa serata. Un ennesimo chiaro esempio di come i social network possano riservare piacevoli sorprese! Grazie quindi a Corrado e al GAM di Zugliano, anche perché sarà l’occasione per conoscerci realmente.

Vi aspettiamo numerosi!

US climbing trip – Un mese di viaggio e arrampicata tra High Sierras, Toulomne Meadows e Utah.

October 27, 2010  |  arrampicata, News  |  ,  |  5 comments

Verso l'Iceberg e il Mount Whitney (14.497 ft), High Sierras, California.

Raccontare un mese di viaggio in California,Colorado e Utah non è così facile..Un vero full immersion di vita americana, non solo un viaggio di arrampicata. La Subaru di Dan e Janine, carica come un mulo ci ha portato in giro per oltre 3000 miglia, da Bishop a Pine Creek verso il Mount Withney, la seconda cima più alta degli Stati Uniti, dove abbiamo arrampicato su vie alpinistiche divertenti sopra i 4000 metri.Poi siamo stati a Toulomne Meadows, il portale per la Yosemite Valley, dove il granito è ricco di appoggi e ottime fessure, e la roccia è caratterizzata da knobs (o chicken eggs come li chiamano i locals), ovvero sassi di diverse dimensioni “incollati” naturalmente sulla roccia, il tutto in un ambiente da sogno, con i laghi, le foreste e le montagne che fanno da contorno.

Lungo il South Buttress, Mt Whitney.

L'ambiente di Toulomne Meadows, scendendo dal Cathedral Peak.

Una sbirciatina a Yosemite giusto il tempo per fare 2 tiri su qualche fessura e il brutto tempo ci ha rispediti a Bishop e poi 700 miglia “nostop” più a Est a Moab, in Utah, tra le torri di arenaria, Canyonlands e il deserto. La zona delle Fisher Towers è stato il nostro campo base per qualche giorno, incastonato tra il deserto e questi piloni di arenaria più fangose che sabbiose.. e pensare che ci sono diverse vie di arrampicata in quelle pareti scure e ripide! Ci puoi vedere le figure più diverse su questi torrioni..il Cobra, il Titan, il Prete e il rettorio..scolpite in migliaia di anni dal vento e dalle piogge.

A Indian Creek, un’ora e mezza di auto a sud di Moab, si entra in un canyon dove il telefono cellulare, le case, la civiltà non trovano spazio. Solo tracce e pittogrammi degli antichi nativi indiani figurano su qualche parete a testimonianza che qualcuno ci viveva in questa stupenda nicchia di deserto, dove si trovano le pareti di arenaria più belle di tutto il deserto (e forse del mondo nel loro genere). Qui non si arrampica come facciamo noi in Dolomiti e nelle Alpi, si lotta nelle fessure regolari, ora strette dove ci entrano le dita a stento e poi larghe dove proteggersi è molto difficile. Impossibile pensare di trovare qualche appoggio sulla parete perchè sono lisce.

Mesa Arch, Canyonlands, Moab Utah.

Corona Arch, Moab, Utah.

Fisher Towers, Moab Utah.

The Rectory, Castle Valley, Moab Utah.

Dan su Kor-Ingalls, Sister Superior.

Al campground di Beef Bassin, Indian Creek, Utah.

Con le caviglie torturate e le mani gonfie siamo rimontati in macchina verso Las Vegas per un “drive thru” nel vero senso della parola. Ci è bastato un giro in macchina per scappare via da questa città della perdizione, dove è tutto plastica, finzione, un’ esasperazione dello spreco ed esempio di come l’essere umano può toccare il fondo. Vedere per credere.

Siamo passati anche per Telluride (uno stupendo paesino di montagna del Colorado) e per Durango, Colorado, dove siamo andati a cavallo per una giornata di lavoro e fotografie per Dan e Janine. E’ una zona molto particolare e affascinante ad una altezza media di 2500 metri, in macchina si attraversano passi fino a 3300m! La vegetazione è quella che troviamo nelle nostre montagne a 1000 metri, ma appena cominci a camminare e senti il cuore che “pompa” capisci che l’altimetro non mente.

Un paio di giorni a San Francisco per visitare la City e la mia esperienza è finita. Difficile dimenticare l’ospitalità e la cordialità della gente di montagna, le notti in tenda all’Iceberg e quella a Bishop su un grande masso a forma di cucchiaio sotto le stelle, il respirare la natura incontaminata e la libertà dei grandi spazi aperti…e poi le tante ore in macchina con Dan e Janine, il “pack & unpack” dei bagagli che da sempre non sopporto ma che fa parte del gioco..i dieci e più hamburgers dei pub e vari fast food. E tutte le grandi opportunità ma anche le contraddizioni che presentano gli Stati Uniti d’America.

Ringrazio tantissimo Dan e Janine Patitucci per l’esperienza vissuta con loro, e anche SCARPA e Patagonia per aver ulteriormente riempito (ora) i miei armadi di nuova attrezzatura da usare in montagna.

Nei prossimi giorni pubblicherò gli articoli sulle varie zone dove abbiamo arrampicato, con le nostre salite, relazioni delle vie e qualche immagine in più. Stay tuned! :)

Dan, Janine ed io in cima alla Sister Superior. Sullo sfondo Castleton Tower. Moab, Utah.

Arrampicare in Moiazza, Via Settimina alla Pala delle Masenade

September 17, 2010  |  arrampicata, Itinerari, News  |  , ,  |  No Comments

Marco su Settimina, Pala delle Masenade.

Lo scorso mercoledì in compagnia dell’amico e collega Marco Garbin abbiamo ripetuto la via Settimina sulla Pala delle Masenade (o Scalet delle Masenade), una bella via di 300 metri, comoda, al sole, lontano dal traffico automobilistico, non tanto dalle altre vie, dato che la parete è bella piena di molti altri itinerari.

La scalata è molto bella, su placche di roccia da bella a ottima, dove bisogna sempre prestare attenzione a quello che si tira. Settimina è stata aperta con spit e chiodi nei tratti più impegnativi e mantiene tutti i caratteri di una via alpinistica (non a spit),  quindi consiglio qualche friends piccolo medio per i tratti facili e un pò di cordini per le molte clessidre. Una decina di rinvii e una corda singola da 60m sono più che sufficienti.

Quanto all’avvicinamento, secondo me da Malga Framont è un pò più corta rispetto alla partenza dal Passo Duran, e l’ambiente è sicuramente più piacevole e solitario. Per scaricare la relazione della via in PDF cliccka qui.

Settimina – Relazione della via

Buona arrampicata a tutti!

Albi

Gruppo delle Odle, Via Ferrata al Sass Rigais, 3025m, lato Est.

September 13, 2010  |  Itinerari, via ferrata  |  ,  |  No Comments

Lungo la via ferrata al Sass Rigais, lato Est.

La salita al Sass Rigais non è solo una semplice ferrata, ma una magnifica salita ad un Tremila delle Dolomiti. L’avvicinamento è piuttosto lungo, dai prati di Cisles fino al ghiaione della Val Salieres è un continuo guardarsi intorno, prima verso il Sassolungo e lo Sciliar, poi verso le vicine pareti della Furchetta, del Sass dla Porta, fino all’inizio della ferrata, dove si scorgono i prati e le cime della Val di Funes. Il tratto alpinistico riguarda solo gli ultimi 300 metri alla vetta, e non si sale sempre agganciati al cavo metallico, ma spesso ci si muove liberi su facili roccette e creste accennate di primo grado massimo.

Sotto le Fermede, Odle.

Il Sassolungo.

La vista dalla cima del Sass Rigais offre una maestosa panoramica a 360 gradi, tutte le Dolomiti, il gruppo dell’Ortles-Cevedale, i ghiacciai delle vette di confine con l’Austria. La discesa lungo la via normale presenta ancora diversi tratti facili di ferrata ed è ancora molto lunga,infatti una volta rientrati all’ovovia del Col Raiser si contano 3.30h per la discesa e 3.50h di salita ad un passo normale. Quanto alla difficoltà della salita, ritengo che la classificazione di media difficoltà data dalle guide alle vie ferrate vada interpretata nella lunghezza complessiva della giornata. Di seguito qualche foto della via ferrata. Buon settembre a tutti!

Lungo la via ferrata al Sass Rigais, lato Est.

Lungo la via ferrata al Sass Rigais, lato Est.

La cresta della via normale al Sass Rigais, Odle.

Stupendo panorama di Cisles, verso il gruppo del Puez.

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Interessati a questa uscita accompagnati da una Guida?  Contattatemi!

Agosto ballerino in Dolomiti

August 24, 2010  |  News  |  No Comments

L’ultima settimana di agosto è arrivata, finalmente un pò di bel tempo dopo giornate totalmente instabili, con un cielo più simile ad un rubinetto. Piogge intermittenti, sprazzi di sole, una nevicata di 30 cm in cima alla Marmolada alla metà del mese…ne abbiamo viste di tutti i colori.

L’altro giorno ho ripetuto la via Consiglio Barbier sulla Cima Fanis di Mezzo, vicina al Gran Portale. Una salita alpina davvero bella, in un ambiente grandioso, dove la roccia molto solida è un pò sporca di detriti e l’uscita è potenzialmente pericolosa, visto che termina sulle ghiaie della Cengia Veronesi può arrivarti di tutto sulla testa. La relazione dettagliata la trovate sulla guida di Bernardi “Dolomiti – Arrampicare a Cortina d’Ampezzo e dintorni”, che nonostante qualche piccola imperfezione è ottima.

Speriamo in un buon settembre, anche se, ad essere sincero, poco mi importa. Mi aspetta una vacanza di un mese in Colorado, negli States, con Dan e Janine Patitucci :) Stay tuned..

Ale e Gian lungo la ferrata degli Alpini al Col dei Bos

Tramonto sul Sass dla Crusc e Piz Lavarella

Sulla Consiglio Barbier alla Cima Fanis di Mezzo. Ph. Francesco Lamo

Verso Forcella Ambrizzòla, Croda da Lago.

Lungo la Cengia del Doge, Corno del Doge, Marmarole.

Albi

Via Ferrata Pertini al Rifugio Stevia, Vallunga, Val Gardena.

Lungo il diedro giallo finale.

Agosto in Dolomiti è sinonimo di traffico generale, sulle strade, lungo i sentieri, e pure nelle vie ferrate. Percorsi come la Tridentina al Pisciadù e la ferrata del Col dei Bos sono gettonatissimi, per il breve avvicinamento, la bellezza della arrampicata e del panorama. Difficile dire quando affrontare tutte queste salite, perchè già dalle prime ore del giorno sono affollate.

Penso che mettersi in coda, soprattutto quando si è in vacanza, non piaccia a nessuno, e bisogna sforzarsi un attimo per cercare quelle salite altrettanto belle ma “un pò meno” frequentate. La ferrata Sandro Pertini alla Stevia è una di queste, ormai conosciuta da tantissimi ferratisti ma non così intasata come le altre vie dell’Alta Badia. Gli ingredienti per un divertimento assicurato ci sono tutti: avvicinamento corto, una ferrata difficile, ripida ed esposta, l’attraversamento di un ponte sospeso (che non sarà emozionante come quello della Tridentina ma comunque piacevole), un panorama magnifico e tranquillo, libero dal traffico esasperante dei passi dolomitici, un percorso non troppo lungo che ci porta sui verdi prati sommitali della Stevia e al suo piccolo rifugio in meno di venti minuti dall’uscita della via ferrata.

Attrezzata perfettamente anche secondo i nuovi criteri di sicurezza, presenta l’unico neo di non offrire una arrampicata bella come la Tridentina, poichè la roccia in molti tratti è sporca di terra e quindi un pò scivolosa.

Nella prima parte ripida.

Lungo la prima parte della ferrata.

Informazioni utili.

Bellissimo panorama verso il Sassolungo e la Val Gardena.

La Vallunga si raggiunge da Selva di Val Gardena, si può parcheggiare l’auto presso il rifugio La Ciajota e si cammina lungo la strada sterrata che entra nella valle. Dopo una decina di minuti si arriva ad un bivio che segnala sulla destra le indicazioni per il Rifugio Puez; qui si prosegue ancora dritti lungo la stradina, poco dopo si incontra un grande ometto  che segna l’inizio di un sentierino sulla sinistra. Prendere questa traccia che sale abbastanza ripida verso le ghiaie basali dell’attacco della ferrata. Calcolare una ventina di minuti dal parcheggio.

La Vallunga dalla ferrata.

Via Ferrata Sandro Pertini, schizzo.

La via ferrata sale ripida fino dai primi metri, poi si incontra una scaletta metallica, e con andamento sempre ripido e esposto si arriva al piccolo bosco sospeso a metà percorso dove ci si può riposare.  Si prosegue lungo uno sperone inclinato con piccoli arbusti e alberelli e un successivo corto traverso verso destra molto esposto porta in cima ad un pilastro dove si attraversa il ponticello.

L'attraversamento del ponte verso la fine della ferrata.

Si giunge quindi all’ultimo tratto della via ferrata, segnato da un diedro giallo strapiombante dove una buona tecnica di arrampicata aiuta a risparmiare un pò di forza. Un’ultima scaletta porta alle roccette finali e ai bellissimi prati sommitali della Stevia. Calcolare 2.30-3 h per la ferrata.

Lungo il diedro giallo finale.

L'ultima ripida scala che porta alle roccette finali.

In meno di venti minuti si arriva al grazioso Rifugio Stevia, da dove si può godere di un panorama magnifico verso il Sella, Sassolungo e Sciliar, gustando gli ottimi e semplici  piatti che offre la piccola cucina. Per il rientro si segue il sentiero 17 fino alla forcella S. Silvester , poi il 17a (Palota)  che scende ripido lungo  la Steviola fino all’abitato di Daunei e quindi in Vallunga al punto di partenza. Calcolare 1.40h per la discesa.

Buone vacanze a tutti!

Il bellissimo rifugio Stevia sui prati sommitali.

Griffin e Sam al Rifugio Stevia.

Stupendo panorama dalla Steviola verso il rifugio Stevia e il Puez.

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