Maggio, uscite e corsi di arrampicata sportiva e vie a più tiri tra Rocca Pendice e Lumignano

Tutto il mese di Maggio sarò a Padova per respirare un pò d’aria di pianura e ricominciare ad arrampicare. Per tutti coloro che sono interessati a corsi di arrampicata sportiva, oppure imparare a salire vie a più tiri in sicurezza, propongo uscite di uno o più giorni nei Colli Euganei a Rocca Pendice (a parte le zone “falchizzate”, molte aree sono arrampicabili, incluse le grandi classiche come lo Spigolo Barbiero e Spigolone) o a Lumignano (anche qui ci sono delle interessantissime salite a più tiri nel settore Classica).

Contattatemi per qualsiasi richiesta.

Mary sul secondo tiro della Fessura Rossi, Lumignano Classica.

Mary sul secondo tiro della Fessura Rossi, Lumignano Classica.

Sci alpinismo al Passo del Sempione. Boshorn e Breithorn.

Fletschhorn e Senggchuppa sullo sfondo.

Fletschhorn e Senggchuppa sullo sfondo.

Il Passo del Sempione, a poco meno di due ore di auto da Milano, è un ottimo punto di partenza per gite e traversate di sci alpinismo in pieno stile Alpi Occidentali, gran sviluppi e dislivelli sia su ampi valloni che bei ghiacciai. Lo scorso weekend siamo andati con Jean in perlustrazione della zona, facendo base all’Ospizio, e abbiamo salito prima il Boshorn, un bellissimo Tremila al cospetto della Nord del Fletschorn (salita molto varia e a tratti ripida, cresta finale con arrampicata su ottimo gneiss, ripida, fino al II grado) e Senggchuppa; il giorno seguente siamo andati sul “comodo”, visto il tempaccio del mattino, salendo il Breithorn, grande classica della zona. Nel complesso una due giorni di scialpinismo con quasi 3000 metri di dislivello sulle gambe, il tempo bello e l’ottimismo che la forma fisica c’è. Siamo pronti per i veri obiettivi della stagione!

A presto,

albi

Sci ripido e polvere sul Sella.

Dopo oltre dieci giorni dall’ultima nevicata (inclusi due weekend di bel tempo), quando mi son sentito dire “tanto sul Sella è tutto arato” non c’ho badato. Fortunatamente non tutto lo scibile è descritto precisamente in Internet e sulla Bibbia di Francesco, e per nostra fortuna la maggioranza dei freeriders non ha ancora sviluppato quella curiosità che ti fa guardare appena oltre, a pochi metri dalle tracce, per vedere se oltre quella forcellina si nasconde una bella sorpresa. Ed è così che insieme a Nicola abbiamo passato due giornate top di sci ripido sul Sella, andando a ficcare il naso tra il mare di tracce sotto il Piz Boé e la zona del Pisciadù, trovando ancora dei canali vergini in polvere piena. Forse aspettavano proprio noi, che conosciamo molto bene il parco giochi e sappiamo “vedere”.

Sci ripido, traversata del Sella. Col Turond, Sas dai Ciamorces, Sas dla Luesa.

Dopo tutte le giornate invernali passate tra le piste e i fuoripista a guardare certe linee che si gonfiavano, poi svalangavano, e ancora si riempivano di neve, arriva la giornata di sabato scorso quando ho l’occasione di passare molto vicino a tre canali, che mi sembrano in ottima forma. Una settimana dall’ultima nevicata, le temperature invernali per i primi giorni, poi un graduale aumento ma sempre entro limiti ragionevoli, tutto questo ha contribuito a lasciare neve polverosa a prova di bomba nei canali più ripidi, riparati dal vento e dal sole.
Due giorni dopo, lunedì 31 marzo, mi son fatto accordare un permesso familiare per chiudere i conti con un piccolo progetto ripido nel gruppo del Sella, e insieme a Nicoletta prendiamo una delle prime funivie al Pordoi. Solito tran tran fin oltre la Forcella, poi spalleggiamo gli sci per un quarto d’ora e con un bel traversone più scalettata feroce cominciamo con la discesa a nord dal Col Turond, poi la pellata e la salita infuocata fino alla piccola sella tra il Sas dai Ciamorces e Le Mesule, ancora una discesa e poi 10 minuti di pelli per infilarci dentro l’ultimo pertugio tra il Campanile e il Sas dla Luesa. Il sogno si è avverato, e le immagini parlano da sole. Tre canali sui 45 gradi in polvere piena, senza tracce, e la montagna tutta per noi.

GRAZIE alle mie donne a casa che mi sopportano sempre e GRAZIE NICO per la splendida giornata insieme (e per aver digerito tutti gli eventi prima e dopo l’avventura nel Sella…nessuno è perfetto, nemmeno io, soprattutto nel giorno libero hahaha)

Sci alpinismo al Lago di Braies. Giavo Grande e discesa per la Stadeltorlahne

La Valle di Braies è un ottimo punto di partenza per molte gite di sci alpinismo, in particolare dal lago si possono effettuare diversi giri ad anello, sia verso la Valle Riodalato (Cima di Riciogogn e discesa per il Passo di Sennes, Piccola Croda del Becco con discesa per la Lavina Rossa sono solo due ottimi esempi), sia verso la Valle del Giovo.

Due giorni dopo l’ultima nevicata, con Antonello, abbiamo fatto il giro ad anello del Giavo Grande, salendo per il Buco del Giovo e scendendo il bellissimo vallone della Stadeltorlahne che riporta direttamente al Lago di Braies. Purtroppo i locals alle 9.20 del mattino avevano già tracciato la discesa, e senza rientrare alla macchina avevano ripellato per farsi un secondo giro tanto era bella. Alla fine ci siamo divertiti anche noi, fortuna che gli sci alpinisti tracciano la loro linea a 1mm l’uno dall’altro, e quindi avevamo tutto il resto del pendio. 1000 metri di salita per mille metri di discesa in mezzo metro di polvere piena. Giornata da sogno.

Freeride nel Sassolungo. Forcella Demetz e forcella del Dente.

Forcella del Dente.

Forcella del Dente.

Il gruppo del Sella, come tutti noi freeriders sappiamo, attira così tanti appassionati che quello che c’è di bello nei dintorni passa molte volte in secondo piano. Sto parlando del gruppo del Sassolungo, molto conosciuto dagli sci alpinisti classici, che spesso salgono dal versante all’ombra per evitare il lato della Val Fassa, intasato di impianti di risalita e piste. Ma proprio la presenza di seggiovie sopra il passo Sella (in particolare quella del Sasso Levante), permette un accesso più facile anche a chi piace sì salire con le pelli o sci in spalla, ma solo se parliamo di dislivelli molto discreti (400 metri di salita, per cui uno scialpinista non si alzerebbe neanche dal divano di casa), e quando in palio c’è una bella e lunga discesa, magari verso nord, dove la neve è spesso polverosa. Anche il rientro non presenta problemi, perché ci si ricollega facilmente agli impianti del Mont de Seura, in Val Gardena, e quindi al gran carosella della Sellaronda.

Ecco che due itinerari DOC saltano fuori in questo piccolo mondo del Sassolungo, dove la tranquillità regna spesso sovrana. La forcella del Sassolungo (o la “Demetz”) salita da est con due manciate di zig zag con le pelli, a nord nasconde una discesa stupenda su valloni aperti, io la considero una sorta di Val Mesdì della Val Gardena. Per chi invece punta a qualcosa di più “pepato” se deve far fatica in salita, la forcella del Dente offre in discesa un bellissimo canale abbastanza ripido, incassato tra la Torre Innerkofler e il Dente del Sassolungo, che sbocca in un largo vallone ideale per lunghe serpentine (o “quattro curvoni” se vogliamo essere moderni).
Inutile sottolineare che queste traversate vanno intraprese con condizioni di neve sicure, in particolare la salita alla forcella del Dente.