Sci alpinismo, ultime uscite della stagione. Cima Fanton, Piramide Vincent e Monte Bianco.

Sci alpinismo sul Ghiacciaio Superiore dell'Antelao.

Sci alpinismo sul Ghiacciaio Superiore dell’Antelao.

Verso la Piramide Vincent, Monte Rosa.

Verso la Piramide Vincent, Monte Rosa.

Prime curve sotto la cima del Monte Bianco.

Prime curve sotto la cima del Monte Bianco.

Nelle ultime settimane non siamo stati molto fortunati con il tempo, soprattutto nei weekend. Per tre volte di fila le domeniche col tempo brutto ci hanno costretto a cambiare i tanti progetti per le ultime gite di sci alpinismo della stagione. Le perturbazioni hanno portato buone quantità di neve in tutte le Alpi, anche in Dolomiti (un giorno scesa fino a 900 metri), dove le condizioni per molte gite impegnative sono tornate ottime. La mia ultima gita di sci alpinismo in Dolomiti è stata sulla Cima Fanton, un itinerario che parte dalla Val d’Oten, splendido e vario nell’ambiente, particolare perché si attraversa il Ghiacciaio Superiore dell’Antelao. Poi ci siamo spostati nel gruppo del Monte Rosa, dove siamo riusciti a salire in cima alla Piramide Vincent prima dell’arrivo della perturbazione domenicale, e per concludere al top una stagione iniziata male è stata l’ora della cima del Monte Bianco. Abbiamo approfittato di una finestra di bellissimo tempo per portare i nostri sci sul tetto delle Alpi, trovando nel complesso condizioni molto buone lungo tutto l’itinerario. La Jonction si passa molto bene al momento, purtroppo la Cresta Nord del Dome de Gouter quest’anno non è in buone condizioni e partendo dal Grands Mulets bisogna passare anche in salita per i Plateau. L’ Arete des Bosses è in condizioni molto buone, ma il ghiacciaio sta cambiando molto velocemente, i seracchi si spostano, grandi crepacci sono già aperti, complice l’autunno molto secco e un inverno strano. Vediamo cosa succederà questa estate.
Che sia davvero giunta l’ora di rimettere le scarpette da arrampicata prima di un pò di vacanza e mare con le mie ragazze? Io ci spero.
A presto,
albi

Sci alpinismo sulla Tofana di Rozes. Meglio rinunciare, ogni tanto.

La spettacolare valanga sotto la spalla della Tofana di Rozes.

La spettacolare valanga sotto la spalla della Tofana di Rozes, martedì scorso.


Lunedì sera, un pò di messaggi su Whatsapp, la meta è decisa. Andiamo a provare Cima Fanton. La notte vengo svegliato da un forte temporale e pioggia battente, ma solo alle basse quote. Alle cinque di mattina di martedì siamo costretti a trovare una gita di ripiego, se la Tofana di Rozes si può definire tale. In macchina, con la catena su una ruota, raggiungiamo a fatica l’ultimo tornante prima del Rifugio Dibona, la neve qui a 2000 metri è quasi 20 cm di spessore, il paesaggio e le temperature sono invernali. Ci incamminiamo belli carichi, perché siamo sicuri faremo una gran sciata oggi, ci alterniamo a battere la traccia e arriviamo al Rifugio Cantore col sole…finalmente! Giriamo alla base di Punta Marietta verso il gran pendio che scende dalla vetta, e lo scenario che ci si presenta è composto da un bel pendio carico di neve polverosa, leggermente accumulata dal vento, seguito da una zona che ha già scaricato spontaneamente. Guardiamo verso la spalla in alto a 3000 metri, dove normalmente sale la via comune, il pendio sembra molto carico, in più il vento ci soffia dentro altra neve. Proseguiamo, tenendo le distanze, raggiungiamo il pendio già scaricato, lo saliamo per un pò, ben consci che prima o poi dovremo uscirne fuori, e continuare il traverso ascendente. Io che sono davanti, testo col bastoncino la neve appena fuori il limite della valanga, e mi basta vedere come entra facilmente fin oltre la metà per decidere insieme ad Antonello che oggi in cima noi non ci andremo. Abbiamo già un bel pendio sotto di noi che ci offrirà una sciata fantastica…perché rischiare?

Sci alpinismo sulla Tofana di Rozes.

Sci alpinismo sulla Tofana di Rozes.

Togliamo le pelli insieme al disturbo, il pendio sotto Punta Marietta è tutto per noi, la neve è polverosa e la sciata è bellissima come da programma. Qualcuno dietro di noi sembra intenzionato a proseguire, ma poco dopo la montagna lancia un bell’avvertimento. Il pendio che ci dava da pensare sotto la spalla a 3000 metri scarica tutta la neve accumulata in maniera davvero spettacolare! Una bella valanga polverosa, che fortunatamente non coinvolge nessuno.
Tutto questo racconto per dire che cosa? Che ogni tanto è meglio rinunciare, guardarsi intorno per leggere i messaggi che ci manda l’ambiente. La cima, che non è un trofeo da conquistare, la raggiungeremo un altro giorno, quando le condizioni lo consentiranno. Un giorno come oggi, venerdì, tre giorni dopo la nevicata, ancora più fortunati perché c’eravamo solo noi sulla Rozes. E ancora con bella neve, con una discesa ripida e diretta verso Punta Marietta.
Buone gite!

 

Chamonix, la Vallee Blanche con gli sci. Prossimi appuntamenti di sci alpinismo.

Seraccata del Gigante. Vallée Blanche con gli sci.

Seraccata del Gigante. Vallée Blanche con gli sci.

Con la chiusura degli impianti di sci in Dolomiti si entra nel clou della stagione sci alpinistica primaverile sulle Alpi. Domenica scorsa siamo andati a Chamonix per sciare la classicissima Vallée Blanche. Col meteo splendido in migliaia hanno assaltato la funivia dell’Aiguille du Midi, nonostante le code è stata una giornata di alta montagna sicuramente emozionante, in un ambiente severo tra ghiacciai crepacciati, pareti e montagne che hanno segnato la storia dell’alpinismo mondiale.
Tra i prossimi appuntamenti segnalo un tour scialpinistico nel gruppo del Monte Rosa per il Primo Maggio (per info contattatemi, pochi posti a disposizione), poi un altro appuntamento di sci alpinismo a Saas Fee per il weekend successivo del 7-8 maggio.
Maggio è anche il mese adatto per salire con gli sci sulla vetta del Monte Bianco, contattatemi se volete realizzare questo grande Sogno insieme.
A presto!

La cima del Monte Bianco dall'Aiguille du Midi. In rosso la salita per la Voie Royale, in verde la discesa dalla cima.

La cima del Monte Bianco dall’Aiguille du Midi. In rosso la salita per la Voie Royale, in verde la discesa dalla cima.

Sci alpinismo in Dolomiti. Val Cristallino, Lavina Rossa di Braies e traversata del Lastron degli Scarperi.

In discesa dalla Piccola Croda del Becco.

In discesa dalla Piccola Croda del Becco.

Aprile è iniziato all’insegna del bel tempo ma con temperature molto alte. Qualcuno ha già iniziato ad arrampicare sulle pareti al sole, ma la mia voglia di sci alpinismo è ancora tanta, come ogni primavera.  Qui sotto avete un pò immagini delle ultime gite in Dolomiti, le prime su una gran classica del gruppo del Cristallo, la Val Cristallino, e poi un bel giro ad anello a Braies. Siamo saliti dal lago con le prime luci per la Val Riodalato fino in cima alla Piccola Croda del Becco per scendere direttamente alla Malga Foresta sulla Lavina Rossa, un canalone spettacolare ormai diventato classico.

Lavina Rossa di Braies.

Lavina Rossa di Braies.

Per l’ultima uscita siamo andati in Val Fiscalina , all’alba abbiamo risalito la Val di Sassovecchio verso il Lastron degli Scarperi, la mia seconda volta dopo la traversata di qualche anno fa con Michele e Andrea sulla Lavina Bianca attraverso la Forcella del Lastron. Martedì abbiamo raggiunto la cima del Lastron degli Scarperi, poi siamo scesi per 200 metri sulla traccia di salita fino alla Forcella Sassovecchio. Da qui, un bel canale abbastanza ripido ci ha portati sulla Lavina Bianca che abbiamo sciato fino a pochi minuti dalla macchina.
In quota c’è ancora molta neve, soprattutto nei versanti all’ombra, sotto i 2000 metri la neve si sta sciogliendo rapidamente. Di opportunità per belle gite di sci alpinismo in Dolomiti ce ne sono ancora tante. Alla prossima!

Sci alpinismo, traversata del gruppo del Cevedale. Zufallspitze, Palon de la Mare, Pizzo Tresero.

Secondo giorno. In cima alla Zufallspitze.

Secondo giorno. In cima alla Zufallspitze.

Quest’anno ho passato la Pasqua sugli sci insieme a Tuomas e Mari da Helsinki per una traversata intorno al Cevedale. Moltissime sono le varianti a questo raid di sci alpinismo , tra i più classici delle Alpi Centrali, caratterizzato da gite per tutti i gusti e dislivelli, e servito da ottimi e confortevoli rifugi. Il vento e il meteo variabile hanno caratterizzato la nostra traversata, ciò nonostante siamo riusciti a rispettare il nostro itinerario.

Primo giorno. Val Madriccio.

Primo giorno. Val Madriccio.

Siamo partiti con gli impianti da Solda, e dal Passo del Madriccio siamo scesi con una lunghissima discesa al rifugio Corsi, dove il vento forte e la nebbia hanno lasciato posto ad un bel sole caldo. Abbiamo passato la prima notte al Rifugio Martello insieme ad un gruppo di americani, molta gente dell’Est, incredibilmente ero l’unico italiano ( e così è stato in tutti gli altri rifugi). Nel giorno di Pasqua il sole ci ha garantito una gita splendida fino in cima alla Zufallspitze e una discesa spettacolare tra i crepacci e seracchi della Vedretta di Cedec prima di risalire al Passo del Pasquale. Con le gambe provate dal dislivello della salita siamo scesi al Rifugio Branca per la Val di Rosole su bella neve ammorbidita dal sole. Il Palon de la Mare è stata la nostra prima salita dal Rifugio Branca, purtroppo la cattiva visibilità e il vento fortissimo sotto la cima hanno reso la gita una vera avventura soprattutto in discesa. I ghiacciai quest’anno non sono in gran forma, molti crepacci sono appena coperti dalla neve e bisogna essere attenti.
La seconda notte al Rifugio Branca ci ha ben ricaricati per la nostra giornata più faticosa, questa volta con una meteo super. Siamo saliti prima in cima al Pizzo Tresero per l’itinerario classico, poi è stato il momento di lunga discesa ai Forni e ripellata finale per l’ultima notte al Rifugio Pizzini.

Quarto giorno. Pizzo Tresero.

Quarto giorno. Pizzo Tresero.

La via di rientro a Solda è stata un’altra avventura, dal Pizzini abbiamo raggiunto il Casati nella nebbia e vento forte. Eravamo gli unici in rifugio insieme al gestore, poi pian piano sono arrivati altri gruppi. Non era nostra intenzione passare un’ultima notte in quota, anche se il rifugio era caldo e accogliente rispetto alla bufera che imperversava fuori, così siamo saliti insieme ad un’altra guida e i suoi due clienti  al passo di Solda e per poi scendere nel ghiacciaio verso il rifugio Città di Milano, naturalmente legati con la corda vista la scarsa visibilità e i numerosi crepacci.
Ringrazio i miei soci Tuomas e Mari per aver condiviso questa grande traversata insieme, ricca di avventure e momenti indimenticabili.

 

Freeride, sci alpinismo e sci ripido tra Arabba, Sella, Puez, Cortina d’Ampezzo.

Mesolina, Canale Nord.

Mesolina, Canale Nord.

E’ e sarà difficile dimenticare una settimana praticamente perfetta, insieme a Will e Co. La condizione indispensabile del nostro programma era che ci fosse una buona dose di avventura. Il resto potevo deciderlo io, loro mi avrebbero seguito, fosse stato freeride, sci alpinismo, sci in spalla, tanta o poca fatica, tutto per trovare una discesa possibilmente bella e ripida. Ci siamo scaldati le gambe il primo giorno sul Sella, con una traversata classica del gruppo passando per il Vallon de Pisciadù, la forcella del Lago e giù in Val Culea. Il secondo step è stato sul Vallon, un altro canalino molto ripido e stretto, dove si fa un bell’uso della corda quest’anno. Sulla salita al Canale Kostner alla Torre Runggaldier ho ritrovato una mia fettuccia, seminascosta dalla neve stranamente più abbondante quest’inverno rispetto a quello scorso, su una piccola clessidra che insieme a Dan e Janine avevamo usato per superare un ginocchio ghiacciato. E’ stata poi la volta di un giro più tranquillo a Cortina d’Ampezzo, prima su Ra Ola e poi sulla Candela di Ra Zestes, dove la neve un pò bollente ci ha costretti ad una discesa piuttosto spedita.

Vallon.

Vallon.

Dopo due anni ho rimesso piedi e sci sul gruppo del Puez, che l’anno scorso non ho mai visitato per l’assenza di un bel fondo, e la nostra visita è stata delle migliori. Sfruttando una giornata fredda e ventosa, siamo saliti in tutta calma dalla valle della Stella Alpina a Colfosco, abbiamo attraversato l’altipiano del Puez fino alla Cima Est, da dove parte un canale splendido e ripido a pochi passi dalla cima, una picchiata verticale giù in valle di Longiarù.
L’ultimo giorno, prima di chiudere in bellezza con la classica discesa di sci ripido del Pordoi per il Canale Holzer (a dieci anni dalla mia prima volta), insieme abbiamo sciato il canale Nord della Mesolina, che da anni guardavo dalla seggiovia del Sas dla Vedla ad Arabba prima del Passo Padon, sicuramente già sceso da qualcuno, ma che ha riservato per noi una bella avventura esplorativa. Mai avrei voluto salirlo dal basso, con tutte quelle seggiovie intorno la pigrizia è al top. Scendendo dalla Marmolada spesso buttavo un occhio e studiavo una possibilità di salire da Sud con meno fatica, finché un giorno ho trovato la chiave (anche Google Earth mi ha aiutato). C’è sempre una componente di rischio, soprattutto di insuccesso quando si va per tentativi, ma insieme abbiamo deciso che si poteva e doveva provare. E siamo stati premiati. Anche qui la corda è stata d’aiuto, il canalino è molto ripido all’inizio e la sciata nel complesso di gran soddisfazione. E’ stato un grande piacere condividere questa esplorazione insieme ad Alessio, un amico di Rocca Pietore con cui da tempo volevamo mettere il naso in un questo angolo di “Piccola Alaska”.

Adesso, un bel pò di foto. Alla prossima!