Arrampicare in Dolomiti, Spigolo Del Pollice e Cinque Dita, Spigolo Delago alle Torri del Vajolet.

Arrampicando sullo Spigolo del Pollice, Cinque Dita. Sassolungo.

Arrampicando sullo Spigolo del Pollice, Cinque Dita. Sassolungo.

Prima di rientrare a casa dopo le due settimane a Chamonix ho appuntamento con Graham al Passo Sella per un paio di giorni di arrampicata in Dolomiti. Il suo progamma è una  giornata di warm up su qualche classica al Passo Sella per poi scalare sulle Torri del Vajolet lo Spigolo Piaz sulla Delago.  Incontro Graham da Gabriele al Rifugio Valentini, la giornata dovrebbe essere buona  e guardo in alto verso le Cinque Dita. “Troppo fresco oggi” mi dico, andiamo a fare la traversata delle Torri del Sella. Montiamo in macchina, qualche chilometro per arrivare al parcheggio del Passo Sella, scendiamo e vedo Graham che fissa le Cinque Dita. Come non biasimarlo, le aveva di fronte tutto il pomeriggio e in primo piano dalla sua camera..sono così belle! Ci metto un secondo per capire che è meglio rimontare in macchina e accompagnarlo su una delle combinazioni di III grado più belle del Sella, e non solo. Le temperature non sono poi male alla Forcella Demetz, saliamo lo Spigolo del Pollice e poi in cima al Medio delle Cinque Dita, da soli e dentro le nuvole che purtroppo non ci fanno godere il panorama splendido. Lo Spigolo del Pollice l’ho salito ormai diverse volte, l’arrampicata è bella, ripida, lo scenario entusiasmante non mi annoia mai!

Valeria, custode del Rifugio Re Alberto, si gode le luci del tramonto. Torri del Vajolet.

Valeria, custode del Rifugio Re Alberto, si gode le luci del tramonto. Torri del Vajolet.

Una volta rientrati al Rifugio Demetz abbiamo tempo per una buona merenda, scendere con gli ovetti al Passo Sella e montare in macchina con direzione Pozza di Fassa dove prendiamo la navetta per Gardeccia. Saliamo al Rifugio Re Alberto, l’aria pomeridiana è fresca e in giro tutto è silenzioso. Arriviamo in rifugio giusti per la cena, e poi insieme a Valeria, la gestrice del Re Alberto, andiamo a goderci le luci del tramonto alla base delle Torri del Vajolet.  Il giorno seguente attacchiamo presto lo Spigolo Piaz alla Delago, una delle linee più celebri del Catinaccio e di tutte le Dolomiti. Un itinerario storico e così classico che la roccia è davvero consumata,e  oggi sono contento di avere preso le scarpette per questa via di IV grado. Nel secondo tiro il vuoto intorno è notevole, l’arrampicata è entusiasmante e molto esposta, peccato solo che in pochi tiri si è già in cima. La discesa è comoda e divertente lungo una serie di corde doppie. Torneremo un’altra volta per compiere la traversata completa.
Grazie a Graham per queste due belle giornate di arrampicata in Dolomiti, per me le prime della stagione.

 

Alpinismo classico, Gran Paradiso dai rifugi Vittorio Emanuele e Chabod, Breithorn, traversata della Vallee Blanche e via ferrata Curalla a Passy.

In cima al Gran Paradiso.

In cima al Gran Paradiso.

Con la metà di giugno è finalmente iniziata la mia stagione estiva, dopo una bella vacanza sul mare della Toscana con le mie donne. Sono stato due settimane a Chamonix per due stage Monte Bianco, purtroppo non molto fortunati con le condizioni meteo e neve. Il mese di maggio e inizio giugno hanno portato molta neve in alta quota, un bene per i ghiacciai ma un problema per l’inizio della stagione alpinistica estiva. Sul Gran Paradiso, dal lato Vittorio Emanuele, la neve era continua già dietro al rifugio, tanto da obbligare le prime cordate a muoversi con le racchette da neve all’inizio del mese. Nella mia prima settimana siamo riusciti a salire in cima al Gran Paradiso in una giornata di bel tempo nel complesso, molto fredda e ventosa. Purtroppo abbiamo dovuto rinunciare al Monte Bianco per la neve abbondante sulla cresta del Gouter e sul Grand Couloir (l’anno scorso alla stessa epoca era tutto già secco e i primi sassi cominciavano a cadere sulla linea di salita), e ci siamo spostati a Zermatt per salire il Breithorn dal Rifugio Guide del Cervino, seguendo un percorso molto interessante e alpinistico, passando per una paretina di neve ripida, poi sotto un seracco prima del passo di Ventina e infine alla Gobba di Rollin. Da qui abbiamo poi seguito il classico percorso dal Passo del Breithorn, salendo sulla cima del Breithorn Occidentale da est a ovest.

Sul tratto tecnico sotto il passo di Ventina.

Sul tratto tecnico sotto il passo di Ventina.

Nella settimana del 20 giugno è arrivato un caldo africano che ha portato tempo splendido per un pò di giorni, tanto da salire in cima al Gran Paradiso con una maglia leggera e senza guanti. Anche questa volta niente Monte Bianco, complice una perturbazione temporalesca che ci ha impedito di salire al rifugio Tete Rousse nel penultimo giorno del nostro stage. Abbiamo comunque ripiegato su una traversata classica della Vallee Blanche dalla Aiguille du Midi a Punta Helbronner, e un giro sulla via ferrata Curalla a Passy, a mezz’ora di auto da Chamonix. Un itinerario divertente e molto esposto, attrezzato alla francese con cavo morbido e chiodo con “coda di maiale” per passare la corda quando si è legati in cordata.
Per me adesso è tempo di Dolomiti, di arrampicate e qualche ferrata, fino alla fine di luglio, quando tornerò ad Ovest per salire il Cervino, tempo permettendo. La calda e stupenda estate dell’anno scorso rimane un bellissimo ricordo, speriamo in una stagione più normale e con tante giornate di sole.
Alla prossima!

 

Sci alpinismo, ultime uscite della stagione. Cima Fanton, Piramide Vincent e Monte Bianco.

Sci alpinismo sul Ghiacciaio Superiore dell'Antelao.

Sci alpinismo sul Ghiacciaio Superiore dell’Antelao.

Verso la Piramide Vincent, Monte Rosa.

Verso la Piramide Vincent, Monte Rosa.

Prime curve sotto la cima del Monte Bianco.

Prime curve sotto la cima del Monte Bianco.

Nelle ultime settimane non siamo stati molto fortunati con il tempo, soprattutto nei weekend. Per tre volte di fila le domeniche col tempo brutto ci hanno costretto a cambiare i tanti progetti per le ultime gite di sci alpinismo della stagione. Le perturbazioni hanno portato buone quantità di neve in tutte le Alpi, anche in Dolomiti (un giorno scesa fino a 900 metri), dove le condizioni per molte gite impegnative sono tornate ottime. La mia ultima gita di sci alpinismo in Dolomiti è stata sulla Cima Fanton, un itinerario che parte dalla Val d’Oten, splendido e vario nell’ambiente, particolare perché si attraversa il Ghiacciaio Superiore dell’Antelao. Poi ci siamo spostati nel gruppo del Monte Rosa, dove siamo riusciti a salire in cima alla Piramide Vincent prima dell’arrivo della perturbazione domenicale, e per concludere al top una stagione iniziata male è stata l’ora della cima del Monte Bianco. Abbiamo approfittato di una finestra di bellissimo tempo per portare i nostri sci sul tetto delle Alpi, trovando nel complesso condizioni molto buone lungo tutto l’itinerario. La Jonction si passa molto bene al momento, purtroppo la Cresta Nord del Dome de Gouter quest’anno non è in buone condizioni e partendo dal Grands Mulets bisogna passare anche in salita per i Plateau. L’ Arete des Bosses è in condizioni molto buone, ma il ghiacciaio sta cambiando molto velocemente, i seracchi si spostano, grandi crepacci sono già aperti, complice l’autunno molto secco e un inverno strano. Vediamo cosa succederà questa estate.
Che sia davvero giunta l’ora di rimettere le scarpette da arrampicata prima di un pò di vacanza e mare con le mie ragazze? Io ci spero.
A presto,
albi

Sci alpinismo sulla Tofana di Rozes. Meglio rinunciare, ogni tanto.

La spettacolare valanga sotto la spalla della Tofana di Rozes.

La spettacolare valanga sotto la spalla della Tofana di Rozes, martedì scorso.


Lunedì sera, un pò di messaggi su Whatsapp, la meta è decisa. Andiamo a provare Cima Fanton. La notte vengo svegliato da un forte temporale e pioggia battente, ma solo alle basse quote. Alle cinque di mattina di martedì siamo costretti a trovare una gita di ripiego, se la Tofana di Rozes si può definire tale. In macchina, con la catena su una ruota, raggiungiamo a fatica l’ultimo tornante prima del Rifugio Dibona, la neve qui a 2000 metri è quasi 20 cm di spessore, il paesaggio e le temperature sono invernali. Ci incamminiamo belli carichi, perché siamo sicuri faremo una gran sciata oggi, ci alterniamo a battere la traccia e arriviamo al Rifugio Cantore col sole…finalmente! Giriamo alla base di Punta Marietta verso il gran pendio che scende dalla vetta, e lo scenario che ci si presenta è composto da un bel pendio carico di neve polverosa, leggermente accumulata dal vento, seguito da una zona che ha già scaricato spontaneamente. Guardiamo verso la spalla in alto a 3000 metri, dove normalmente sale la via comune, il pendio sembra molto carico, in più il vento ci soffia dentro altra neve. Proseguiamo, tenendo le distanze, raggiungiamo il pendio già scaricato, lo saliamo per un pò, ben consci che prima o poi dovremo uscirne fuori, e continuare il traverso ascendente. Io che sono davanti, testo col bastoncino la neve appena fuori il limite della valanga, e mi basta vedere come entra facilmente fin oltre la metà per decidere insieme ad Antonello che oggi in cima noi non ci andremo. Abbiamo già un bel pendio sotto di noi che ci offrirà una sciata fantastica…perché rischiare?

Sci alpinismo sulla Tofana di Rozes.

Sci alpinismo sulla Tofana di Rozes.

Togliamo le pelli insieme al disturbo, il pendio sotto Punta Marietta è tutto per noi, la neve è polverosa e la sciata è bellissima come da programma. Qualcuno dietro di noi sembra intenzionato a proseguire, ma poco dopo la montagna lancia un bell’avvertimento. Il pendio che ci dava da pensare sotto la spalla a 3000 metri scarica tutta la neve accumulata in maniera davvero spettacolare! Una bella valanga polverosa, che fortunatamente non coinvolge nessuno.
Tutto questo racconto per dire che cosa? Che ogni tanto è meglio rinunciare, guardarsi intorno per leggere i messaggi che ci manda l’ambiente. La cima, che non è un trofeo da conquistare, la raggiungeremo un altro giorno, quando le condizioni lo consentiranno. Un giorno come oggi, venerdì, tre giorni dopo la nevicata, ancora più fortunati perché c’eravamo solo noi sulla Rozes. E ancora con bella neve, con una discesa ripida e diretta verso Punta Marietta.
Buone gite!

 

Chamonix, la Vallee Blanche con gli sci. Prossimi appuntamenti di sci alpinismo.

Seraccata del Gigante. Vallée Blanche con gli sci.

Seraccata del Gigante. Vallée Blanche con gli sci.

Con la chiusura degli impianti di sci in Dolomiti si entra nel clou della stagione sci alpinistica primaverile sulle Alpi. Domenica scorsa siamo andati a Chamonix per sciare la classicissima Vallée Blanche. Col meteo splendido in migliaia hanno assaltato la funivia dell’Aiguille du Midi, nonostante le code è stata una giornata di alta montagna sicuramente emozionante, in un ambiente severo tra ghiacciai crepacciati, pareti e montagne che hanno segnato la storia dell’alpinismo mondiale.
Tra i prossimi appuntamenti segnalo un tour scialpinistico nel gruppo del Monte Rosa per il Primo Maggio (per info contattatemi, pochi posti a disposizione), poi un altro appuntamento di sci alpinismo a Saas Fee per il weekend successivo del 7-8 maggio.
Maggio è anche il mese adatto per salire con gli sci sulla vetta del Monte Bianco, contattatemi se volete realizzare questo grande Sogno insieme.
A presto!

La cima del Monte Bianco dall'Aiguille du Midi. In rosso la salita per la Voie Royale, in verde la discesa dalla cima.

La cima del Monte Bianco dall’Aiguille du Midi. In rosso la salita per la Voie Royale, in verde la discesa dalla cima.

Sci alpinismo in Dolomiti. Val Cristallino, Lavina Rossa di Braies e traversata del Lastron degli Scarperi.

In discesa dalla Piccola Croda del Becco.

In discesa dalla Piccola Croda del Becco.

Aprile è iniziato all’insegna del bel tempo ma con temperature molto alte. Qualcuno ha già iniziato ad arrampicare sulle pareti al sole, ma la mia voglia di sci alpinismo è ancora tanta, come ogni primavera.  Qui sotto avete un pò immagini delle ultime gite in Dolomiti, le prime su una gran classica del gruppo del Cristallo, la Val Cristallino, e poi un bel giro ad anello a Braies. Siamo saliti dal lago con le prime luci per la Val Riodalato fino in cima alla Piccola Croda del Becco per scendere direttamente alla Malga Foresta sulla Lavina Rossa, un canalone spettacolare ormai diventato classico.

Lavina Rossa di Braies.

Lavina Rossa di Braies.

Per l’ultima uscita siamo andati in Val Fiscalina , all’alba abbiamo risalito la Val di Sassovecchio verso il Lastron degli Scarperi, la mia seconda volta dopo la traversata di qualche anno fa con Michele e Andrea sulla Lavina Bianca attraverso la Forcella del Lastron. Martedì abbiamo raggiunto la cima del Lastron degli Scarperi, poi siamo scesi per 200 metri sulla traccia di salita fino alla Forcella Sassovecchio. Da qui, un bel canale abbastanza ripido ci ha portati sulla Lavina Bianca che abbiamo sciato fino a pochi minuti dalla macchina.
In quota c’è ancora molta neve, soprattutto nei versanti all’ombra, sotto i 2000 metri la neve si sta sciogliendo rapidamente. Di opportunità per belle gite di sci alpinismo in Dolomiti ce ne sono ancora tante. Alla prossima!